💡 ~ Sostenibilità: costo o investimento?

💡 ~ Categoria sostenibilità e informazione

Ciao e benvenut@!

Quale occasione migliore per introdurti alla mia rubrica, se non il giorno in cui si conclude la prima fiera virtuale dell’anno incentrata proprio sulla sostenibilità?

Ma partiamo dal principio… Hai idea di cosa si intenda per smart cities ed electric mobility? Oppure cosa significhi sostenere l’economia locale e rispettare la capacità di carico dei territori? Immagino tu ne abbia sentito parlare, ma eccomi qui a tua disposizione per riprendere i concetti in modo semplice e concreto d’ora in poi!

Innanzitutto, sappiate che non intendo suggerirvi di viaggiare soltanto a piedi, consumando lo stretto necessario per sopravvivere ed infilandovi in tutti i parchi e giardini che trovate senza calpestare un filo d’erba! Questo tipo di consigli non fa per me e sono fiera sostenitrice del proverbio «il troppo stroppia»: come in tutte le cose, bisogna trovare una giusta via di mezzo. Nel caso del turismo sostenibile, quindi, non vorrei che lo associaste a qualcosa di noioso, pieno di limitazioni e rinunce, perché non è affatto così. Piuttosto, si tratta di un insieme di attenzioni, azioni e scelte che apportano beneficio sia ai viaggiatori sia all’ambiente visitato e a chi lo abita. E non è finita qui, perché è vero che il turismo si può praticare in modo sostenibile, ma le destinazioni stesse possono migliorare le proprie condizioni ed offrire servizi di minore impatto ambientale attraverso l’incentivazione della mobilità elettrica, la protezione degli spazi più vulnerabili e l’incremento dell’uso dell’energia rinnovabile, tra le altre cose.

Photo by: Karsten Würth

A parlarne è proprio la Fiera GeCo che si è svolta in modalità totalmente virtuale da giovedì 28 gennaio ad oggi. L’evento ha messo in campo più di 50 esperti in differenti ambiti, dalla mobilità alla tecnologia, dall’energia alla riqualificazione urbana. In maniera del tutto innovativa è stato possibile, per i moltissimi partecipanti, creare un proprio avatar con tanto di biglietto da visita da poter scambiare con altri visitatori ed espositori. Passeggiare tra gli stand, scaricare le brochure, vedere i prodotti ed assistere alle tavole rotonde è stata un’esperienza (quasi) reale, che ha dato l’opportunità di conoscere le novità a cui l’Italia, nei più diversi settori, si sta dedicando. Oggi vi voglio portare alcuni dei temi più interessanti che sono stati toccati. Gianluca Santilli, Presidente dell’Osservatorio Bikeconomy, ha affermato che i 32 miliardi allocati dalla Next Generation EU per la mobilità sostenibile sono un ottimo inizio. A tal proposito è intervenuto Lucas Harmas, AD della Dutch Cycling Embassy, il quale ha raccontato l’esperienza olandese di avvicinamento all’utilizzo della bici. La volontà (e forse necessità?) di cambiare mezzo di trasporto nacque dalla popolazione stessa, che durante gli anni ‘70 era stanca degli incredibili livelli di traffico ed inquinamento e ha visto nella bicicletta la risposta alla crisi. Per citare Harmas, «se vogliamo più spazi pubblici nelle nostre città, non serve reinventare la ruota, basta iniziare a pedalare». Per approfondimenti relativi a questo tema, vi rimando alla rubrica di Bice che sicuramente saprà raccontarvi molto di più nelle prossime settimane. 

Vi avevo promesso innovazioni tecnologiche, quindi non posso lasciare da parte l’illuminante intervento di Elena Francioni, Product Manager di e-Geos, la joint venture tra Telespazio e Agenzia Spaziale Italiana. Direte voi, cosa c’entra lo spazio con la sostenibilità? Ebbene, qualche collegamento c’è. Come suggerito dalla stessa Francioni, se iniziassimo ad invertire il punto di osservazione e quindi guardassimo dall’alto (lo spazio) verso il basso (la Terra), potremmo scoprire molte cose su ciò che ci circonda e, soprattutto, riguardo ciò su cui poggiamo i piedi!
Le geo-informazioni fornite dai dati satellitari raccolti stanno permettendo agli esperti di scoprire moltissimo e di poter agire di conseguenza. Per farvi alcuni esempi: le nostre città non sono state progettate per il cambiamento climatico che stiamo e che stanno vivendo, basti pensare alla densità di costruzione (ci riferiamo ad altezza e vicinanza dei palazzi) tipica di certi luoghi, la quale impedisce il ricircolo dell’aria e l’abbassamento delle temperature, che invece è importantissima, specialmente durante le ore notturne. I dati rilevati dai satelliti permettono di creare immagini di vere e proprie isole di calore urbano e di utilizzarle per progettare interventi di mitigazione, come i tetti verdi. Ancora, queste geo-informazioni possono individuare perdite d’acqua nel sottosuolo: ciò consentirebbe alle squadre di intervenire con maggiore precisione e anche laddove all’esterno pare non ci sia alcun problema, andando a limitare anche le famose grandi voragini che si formano improvvisamente in alcuni territori.

Esempio isola di calore urbano della Città Metropolitana di Milano.
Image by: Telespazio.com

Quanto affrontato nei tre giorni di fiera e di tavole rotonde non finisce qui, tornerò su alcuni degli argomenti nei prossimi articoli della mia rubrica, ma ciò che è emerso letteralmente in tutte le esposizioni è quanto risultino necessari la creazione di network, la formazione delle persone e l’incremento della digitalizzazione per far sì che avvenga una concreta transizione alla sostenibilità.

Per concludere, vorrei riprendere l’intervento di Giovanni Bernardi, il giovane Responsabile del Business Development di Bizaway:

«Innanzitutto bisogna capire cosa significhi davvero essere green e sostenibili, in secondo luogo bisogna capire che non si tratta di costi aggiuntivi ma di investimenti, ma soprattutto bisogna chiedersi: che costo ha non essere sostenibile?»

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