1 di 11: Il Museo delle Relazioni Interrotte | Zagabria

credits: www.brokenships.com

Eccoci finalmente all’inizio di questo viaggio intorno al mondo, alla scoperta degli Once Museos più belli, coinvolgenti e, perchè no, anche più strani. Piccole e grandi meraviglie, note o quasi totalmente sconosciute, non ci saranno distinzioni!

In occasione di San Faustino, ho deciso di portarti con me a Zagabria, al Museo delle Relazioni Interrotte. Immagino la tua espressione in questo momento, della serie: il museo di che..?! Tra poche righe ti racconterò tutto, ma adesso facciamo un piccolo passo indietro.

Nel mio primo articolo avevo accennato al fatto che durante questo tour non saremmo stati soli. Prima di cominciare, quindi, è giusto che io ti presenti chi ci accompagnerà qua e là a spasso per le sale dei musei più disparati.

In realtà, non saprei proprio… ecco… insomma, cominciamo bene! 

Juanita, ma cosa ci fai appiccicata contro quel vetro? Dai, vieni fuori che ti stiamo aspettando!

Ecco, ora va meglio. Dove eravamo rimasti? Ah, sì.

Juanita sarà la nostra compagna di viaggio, verrà di museo in museo insieme a noi, purtroppo o per fortuna, questo me lo dirai tu. Ti avviso: preparati, perché ha un bel caratterino. Si era messa in testa di tingersi i capelli di blu, e come vedi non c’è stato verso di farle cambiare idea! Io, però, ormai ho imparato a conviverci, anche perché è un po’ il mio alter ego. Stai tranquill@, man mano che percorreremo questo lungo viaggio insieme, sicuramente imparerai anche tu a conoscerla meglio.

Bene, direi che è tutto pronto per iniziare. Direzione Croazia, vamos!

L’idea

Il Museo delle Relazioni Interrotte nasce in seguito alla storia d’amore fra la produttrice cinematografica Olinka Vištica, e lo scultore Dražen Grubišić, entrambi originari della città. Ho scoperto che la loro idea iniziale era, in realtà, semplicemente quella di creare un museo per poter raccogliere i loro ricordi. Soltanto successivamente si evolverà in una vera e propria collezione comprendente anche souvenirs di ex relazioni di amici e conoscenti, e sarà esposta per la prima volta nel 2006, in occasione del ricorrente Salone dell’Arte di Zagabria. 

La collezione, nel corso degli anni, avrà modo di viaggiare per il mondo, con esposizioni in Argentina, Bosnia-Erzegovina, Filippine, Germania, Macedonia, Serbia, Singapore, Slovenia, Sud Africa, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti, potendo, allo stesso tempo, ampliarsi con l’aggiunta di ulteriore materiale raccolto nelle varie destinazioni.

La sede ufficiale, oggi situata nella città alta di Zagabria, a pochi passi dalla Chiesa di San Marco (uno dei punti d’interesse maggiori della città) è stata inaugurata ufficialmente nel 2010. Soltanto sei anni dopo verrà aperta una filiale nella città di Los Angeles.

Il museo

Ciò che caratterizza questo museo, facilmente raggiungibile a piedi o in funivia, è il suo essere strutturato principalmente in tre sezioni:

  • La sezione materiale comprende principalmente la collezione di oggetti che sono stati donati nel corso degli anni. Quando, nel 2019, ho avuto modo di visitare il museo, ho potuto verificare personalmente quanto davvero ci fosse di tutto: da lettere d’amore ad abiti da sposa, scarpe, bambole, anelli, oggetti di ogni tipo;
Zagabria, Ottobre 2019
  • La sezione interattiva è rappresentata da una stanza, adibita a confessionale, in cui i visitatori possono scrivere le proprie storie all’interno di un libro (come illustra la foto della copertina di questo articolo), donandole, in un certo senso, al museo (e fra le pagine di quel librone c’è anche la mia!!); 
  •  Infine, la sezione virtuale, fruibile direttamente dal sito www.brokenships.com, permette di donare immagini e documenti al museo, con tanto di date e riferimenti geografici legati alla propria relazione. Per fare una donazione è necessario superare quattro step fondamentali: inserire la localizzazione del cuore infranto, un titolo e una data, una breve descrizione e la data di pubblicazione. Il sito del museo è interamente in inglese, ma se non ti senti molto ferrato, preferiscono racconti nella propria lingua madre, in modo da lasciarti tutta la libertà d’espressione possibile!

Ad oggi, sul sito del museo sono stati registrati 2353 cuori infranti.

www.brokenships.com

Il museo, nel 2011, ha inoltre ricevuto il Premio Kenneth Hudson, rilasciato dal Forum dei Musei Europei (EMF) al “museo, persona, progetto o gruppo di persone che hanno dimostrato la più insolita, audace e, forse, controversa esposizione che sfida la percezione comune del ruolo dei musei nella società“.

Oltre all’originalità dell’idea in sé, trovo che, in particolare quest’ultima sezione, sia attualmente l’anima vera e propria del museo, in quanto permette di poterne usufruire e poter partecipare attivamente anche a distanza, in special modo in questo periodo di continue chiusure dovute alla situazione pandemica.

Cliccando qui puoi accedere a tutte le storie raccolte, virtualmente e non, all’interno del museo.

Juanita, tu le hai lette praticamente quasi tutte, vero?

Okay, direi che posso prenderlo come un sì…

Inoltre, se sei particolarmente curios@, puoi fare come me e Juanita: seguire il museo anche sulla sua pagina Instagram @brokenships! 😉

Bene, la nostra visita per oggi finisce qui. Ovviamente, quando leggerai le storie, commenta qui sotto per farci sapere quale ti è piaciuta di più, ti ha fatto più commuovere o scatenato qualsiasi altro genere di emozione. Adesso io e Juanita ci andiamo a preparare per la prossima tappa… vorremmo svelarti qualcosina, ma forse è meglio di no. Per il momento, ti anticipiamo soltanto che sicuramente torneremo in Italia! 😉

¡Hasta la próxima!

Besos

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