Oltre il traguardo: “Il piccolo principe” sloveno

Medio Oriente, 21-27 febbraio 2021

Dopo giorni freddi e nevosi, un sole caldo e primaverile, inaspettatamente, ha riscaldato le nostre giornate e un po’ anche i nostri cuori, segno che la nuova stagione è alle porte, preannunciandosi bellissima.

A chilometri di distanza, in una zona del Medio Oriente, la bella stagione non si è fatta attendere, caratterizzando così una sette giorni sorprendente ed entusiasmante: l’UAE Tour. The one and only world tour race in the middle east si legge sul sito dedicato, ed è proprio così. Nata nel 2019 dalla fusione di Abu Dhabi Tour e Dubai Tour, questa corsa si pone l’obiettivo di toccare, anche brevemente, tutti e sette gli Emirati, per un totale di sette tappe.

1.041 sono i chilometri che attendono il gruppo, lungo i quali distese di sabbia, cammelli, dromedari e paesaggi incontaminati saranno i veri protagonisti. 1.041km che segnano l’inizio di una stagione lunga e carica di emozioni.

Il fuso orario dà un nuovo volto alla nostra quotidianità, tenendoci incollati alla tv già dalle prime ore del mattino. Il plotone è schierato sulla linea di partenza e il clima tra i protagonisti è gioioso e rilassato, quasi a voler dimenticare il periodo difficile che tutto il mondo sta attraversando e voler vedere il futuro con speranza ed ottimismo.

Un gruppo di ciclisti sulle strade dell'UAE Tour.
Il gruppo. Photo by: LaPresse – Fabio Ferrari

In uno scenario suggestivo, dove il deserto ricopre la quasi totalità del territorio, la moltitudine di colori vivaci e brillanti delle maglie delle 20 squadre al via rendono il paesaggio ancora più incantevole. Il clima è quasi primaverile con una temperatura media di 24° che ha costretto molti atleti a recarsi con anticipo in questi luoghi così aridi, per permettere così al fisico di adattarsi a questa nuova temperatura. Perché il ciclismo è anche questo: adattamento. Bisogna adattarsi alle dinamiche di corsa, siano esse avverse o favorevoli, e dirigersi, stringendo i denti, fino al traguardo.

È il 21 febbraio e il gruppo è pronto a partire. Il giudice di gara, con un colpo da maestro, sventola la bandiera dando inizio così alla 3° edizione dell’UAE Tour.

Dopo una prima tappa scoppiettante, caratterizzata da continui ventagli, in cui il vento la fa da padrone e la presenza di una squadra solida ed attenta fa la differenza, solo in pochi riescono a scamparla e tra questi c’è anche il piccolo principe sloveno: Tadej Pogačar. Classe 1998, vanta già nel suo palmarès un Tour de France vinto a soli 22 anni, facendo di lui il secondo ciclista più giovane di sempre a vincere La Grande Boucle. Un predestinato?

Il campione del mondo della cronometro alla prese con la prova inidviduale all'UAE Tour.
Filippo Ganna durante la cronometro individuale.
Photo by: BettiniPhoto

È nella seconda frazione, però, che le cose cambiano. Dopo l’abbandono di Mathieu Van der Poel (vincitore della prima tappa) costretto al ritiro a causa di una positività al Covid-19 da parte di un membro dello staff della sua squadra, Pogačar termina la cronometro individuale, dominata dall’imbattibile Filippo Ganna, indossando la maglia rossa di leader della classifica generale. Consolida, poi, il suo primato nella tappa successiva, quando con forza e determinazione riesce a contrastare i continui attacchi e contro attacchi di uno scatenato Adam Yates. E a pochi metri dal traguardo, con un’azione da grande campione, taglia per primo la linea del traguardo, aumentando così il distacco dai più immediati inseguitori.

La classifica generale è ormai delineata e neanche la quinta frazione, caratterizzata da una lunga salita di 21km, riesce a riscriverla. Tadej è ormai il vincitore virtuale di questa competizione con grande gioia del suo Team UAE Emirates che in questa corsa gioca in casa.

Un piccolo sussulto, che rischia di compromettere le prime posizioni della classifica finale, arriva nell’ultima tappa quando a poco più di 30km dall’arrivo una caduta mina il clima sereno e armonioso che si respirava in gruppo. A terra finisce proprio Yates (secondo in classifica generale) che per una fatalità perde il controllo della sua bici, battendo violentemente il mento sull’asfalto. Dopo attimi di concitazione, Adam torna in sella alla sua bici e si riaccoda al gruppo, che nel frattempo aveva rallentato l’andatura per permettere al britannico di rientrare e terminare la corsa mantenendo così la sua seconda posizione. Il ciclismo, in fondo, è anche questo, agonismo colmo di storie di fair-play che dimostrano quanto non conta di che nazionalità sei, quale maglia vesti o che colori indossi, si è tutti parte di un’unica grande famiglia allargata.

Negli ultimi 10km, come ogni volata che si rispetti, l’andatura in gruppo aumenta e le squadre cercano di portare il proprio velocista nella posizione migliore. -5km…-3km… -1km… Caleb Ewan vince la volata finale mentre Tadej Pogačar è ufficialmente incoronato re di questa edizione dell’UAE Tour.

Il vincitore dell'UAE Tour stringe tra le mani il trofeo.
Tadej Pogačar sul podio finale. Photo by: LaPresse – Fabio Ferrari

Dopo 1.041km la prima gara World Tour dell’anno volge al termine aprendo ufficialmente la stagione ciclistica e cedendo il testimone alle Classiche del Nord e alle prime corse italiane. 

Siamo solo all’inizio di questo lungo viaggio eppure le premesse per una stagione piena di emozioni ci sono tutte.

*(Foto di copertina: LaPresse – Fabio Ferrari 27 Febbraio 2021 Abu Dhabi)

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