Oltre il traguardo: Il re dei due mari

Lido di Camaiore, 10 marzo 2021

Un brivido freddo attraversa la schiena. Il sole fa ancora fatica ad alzarsi e la brezza marina prova a farsi spazio tra i palazzi di una Lido di Camaiore ancora in letargo. Gli addetti ai lavori sono alle prese con le impalcature da montare e negli alberghi iniziano a suonare le prime sveglie. C’è chi si gusta un cornetto caldo sulla riva del mare e chi, invece, preferisce passeggiare perdendosi nei propri pensieri, cullato dal suono delle onde.

Mentre lo stridio dei freni delle biciclette inizia ad imporsi, per strada i primi curiosi sono alla ricerca della posizione migliore per potersi gustare lo spettacolo che sta per iniziare.

Terminato il cerimoniale che puntualmente accompagna ogni inizio di tappa, i ciclisti si schierano alla partenza consapevoli che li attende un viaggio lungo 1.109 chilometri, alla scoperta di alcuni dei più bei panorami italiani.

Lo speaker inizia il consueto countdown: «quattro…tre…due…uno. Parte la Tirreno-Adriatico!». Un arcobaleno di colori irradia la sede stradale, che diventa, per oggi, il palcoscenico dei velocisti, che sono chiamati ad esibirsi in una volata da applausi.

Il plotone occupa la carreggiata stradale.

Le ore passano, i chilometri si accorciano e il traguardo si fa sempre più vicino. Un vento leggero invade la carreggiata spinto da destra dalla forza del mare che cerca in tutti i modi di attirare l’attenzione e rubare così la scena ad uno spettacolo che sta per entrare nel vivo.

Ultimi 5 chilometri. Le squadre sono schierate alla ricerca del treno perfetto che possa portare il proprio velocista nelle posizioni migliori. La velocità è altissima e si fa fatica a tenere le prime posizioni. Il vento tenta in tutti i modi di mettere in difficoltà i treni variopinti e chi si trova sulla destra della strada fa fatica a risalire il gruppo.

Meno tre chilometri. Il traguardo si avvicina e il nervosismo in gruppo si fa sempre più tagliente. In molti mollano la presa, consapevoli di non poter reggere il confronto con i numerosi sprinter presenti in questa competizione. Il gruppo si assottiglia e le squadre fanno di tutto per non perdere il proprio vagone più importante, l’ultimo, quello chiamato a compiere l’impresa e a conquistare questa prima tappa.

Il triangolo rosso dell’ultimo chilometro sventola sulla testa del plotone. Tutto ormai è pronto. La linea del traguardo è a pochi passi. Una squadra si porta al comando con un treno ancora ben solido di tre unità. Le altre squadre provano a rimontare. È una questione di forza, ma anche di testa, dove ciò che conta è non mollare e crederci fino all’ultimo centimetro. I capotreni si spostano, lasciando tutto in mano all’ultimo uomo, chiamato a pilotare alla perfezione il proprio capitano.

Meno 150 metri al traguardo. La corsa esplode, un belga prende il coraggio, parte e lancia la volata. Prende tre, poi quattro metri di vantaggio. È una volata lunghissima. Da dietro provano a rimontare, forse ci riescono. Ma Wout Van Aert ce la fa. Vince la prima tappa di questa 56° edizione della Tirreno-Adriatico andando a vestire la maglia azzurra di leader della classifica generale.

Wout Van Aert esulta sul primo traguardo della Tirreno-Adriatico.

 Cosa accadrà domani? Vi aspetto per scoprirlo insieme.

*(Immagini prese dal profilo Twitter @TirrenAdriatico)

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