Oltre il traguardo: Il re dei due mari

Gualdo Tadino, 12 marzo 2021

Un bambino si affaccia alla finestra attirato dalla musica proveniente dalla piazza principale. Gli infissi verdi spiccano sulla facciata scura di una palazzina che si erge in solitaria alle spalle del villaggio di partenza. Chiama la nonna e le indica qualcosa o qualcuno tra i numerosi e colorati caschi che sfilano sul palco. Il borgo medievale che ospita la partenza, Monticiano, sorge in un contesto selvaggio, tra le colline senesi, in un ambiente autentico e incontaminato. Sotto l’arco di partenza le quattro maglie sono schierate ai box. Dal gruppo, disposto poco più dietro, arriva un brusio indistinto. Il cielo è cupo sopra le teste e all’orizzonte lampi improvvisi squarciano il cielo.

Le prime fasi di corsa della terza tappa della Tirreno-Adriatico

Lungo il tragitto i numerosi curiosi scendono in strada. Due bambine tengono per mano la loro mamma, saltano e cantano, incitando il plotone che ad alta velocità attraversa i numerosi borghi posti lungo il percorso. Dopo aver attraversato la frazione etrusca di Bettolle, a 105 chilometri dalla conclusione il gruppo si lascia alle spalle la provincia di Siena, per entrare ufficialmente in quella di Arezzo. Il panorama non cambia e la natura continua ad essere la vera protagonista di questa corsa. Ma il vento inizia ad imporsi impetuoso. Il gruppo si allunga, segno che chi è davanti prova ad aumentare la velocità per evitare ulteriori pericoli e chi è dietro fa fatica a tenere le ruote di chi lo precede.

In gruppo il nervosismo si fa sentire, complice anche il vento che rende le fasi di corsa delicate. Continui allunghi minacciano i cinque di testa che vedono così il distacco diminuire chilometro dopo chilometro.

I cinque fuggitivi di giornata.

Uno dei protagonisti più attesi dei prossimi giorni è costretto ad alzare bandiera bianca. In fondo la strada è così, non mente mai, dà la sua sentenza come un giudice imparziale. Non le importa quanta fatica, sudore, lacrime e sacrifici hai lasciato lungo il percorso che ti ha portato fin lì. Con lei non puoi fingere. Non puoi nascondere le tue fragilità sperando che non se ne accorga, perché troverà sempre il modo di metterti alla prova. E a te non resta altro che provare a reagire, dimostrarle che tu sei più forte e che non sarà lei ad averla vinta.

L’elicottero inquadra dall’alto il borgo di Cortona che con il suo profilo così caratteristico sembra quasi essere una cartolina da incorniciare e conservare con cura. Ma il gruppo non può concedersi il lusso di fermarsi ad ammirare le bellezze che lo circondano perché il cielo inizia a minacciare la corsa e il Lago Trasimeno ce lo conferma. La pioggia, infatti, disegna dei cerchi concentrici che segnano lo specchio d’acqua allargandosi all’infinito. Le schiene iniziano a bagnarsi, sudore misto a pioggia intride la fronte dei corridori che tentano, alcuni invano, di ripararsi con la mantellina.

Si entra nella provincia di Perugia. Il plotone si presta a correre gli ultimi 60 chilometri di gara. Il distacco dai fuggitivi di giornata continua ad essere costante e, dietro, il gruppo prova a reagire, consapevole che il traguardo non è così lontano come sembra.

Le schiene variopinte del plotone.

A 35 chilometri dalla conclusione un castello si staglia su una parete rocciosa regalando un’immagine suggestiva della corsa. Il gruppo attraversa Gubbio e tra tutto svetta il Palazzo dei Consoli che con la sua torre veglia su una corsa che sta per entrare nel suo vivo. I corridori passano in blocco, attraversano il caratteristico borgo dove i residenti sono scesi lungo i bordi delle strade per incitare, fotografare ed applaudire i numerosi campioni che sono in gara.

Una giornata di fatica nelle gambe dei fuggitivi che sono rimasti all’avanscoperta per molti chilometri e che ora iniziano a sentire il fiato sul collo di un gruppo che sta per rimontare a grande velocità. Quarantacinque sono i secondi che separano i due gruppi quando ormai mancano 15 chilometri al traguardo. Ma il quintetto di testa non vuole mollare. Mancano 5 chilometri e mantiene ancora ventiquattro secondi di vantaggio. Dietro il plotone prova a reagire. Sono diverse le squadre che provano a fare il ritmo in testa al gruppo, ma i secondi non sembrano ridursi, almeno all’inizio. Poi una caduta compromette le ultime fasi di corsa. La tensione che ha caratterizzato l’intera frazione inizia a farsi sentire sempre più.

I fuggitivi vengono ripresi. I soliti tre sono lì nelle primissime posizioni. Si prospetta un finale molto frenetico. Alaphilippe crea un buco sulla testa della corsa provando a lanciare il suo compagno di squadra, ma Van Aert se ne accorge e parte all’inseguimento. Van der Poel è incollato alla sua ruota. É una sfida a due, i soliti due: i rivali storici che si danno battaglia da sempre sulle strade fangose del ciclocross. Ma non c’è storia, l’olandese ha la meglio, semina tutti i suoi avversari e si prende la sua rivincita. A braccia conserte Mathieu Van der Poel taglia la linea del traguardo rispondendo così alle vittorie precedenti di Van Aert e Alaphilippe.

Dopo una lunga volata, Mathieu Van der Poel la scampa e tahlia il traguardo per primo.

Prime tre giornate, prime tre tappe da incorniciare.
Van Aert, Alaphilippe e Van der Poel. A chi toccherà domani?

*(Immagini prese dal profilo Twitter @TirrenAdriatico)

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