Oltre il traguardo: Il re dei due mari

Prati di Tivo, 13 marzo 2021

In piazza tutto è pronto per la partenza. Dalle case di una Terni vestita a festa un odore inebriante invade l’aria. È ora di pranzo e tutti si apprestano a sedersi a tavola per condividere insieme un momento intimo, di aggregazione e di scambi di emozione. Il plotone raggiunge il chilometro zero. In alto le nuvole hanno lasciato spazio ad un sole caldo e luminoso, che con i suoi raggi prova ad infondere un po’ di speranza e positività in coloro che si giocano la vittoria di tappa e forse anche quella finale di questa 56° edizione della corsa dei due mari. La tappa regina sta per entrare nel vivo. Sono 148 i chilometri che dovranno percorrere oggi i protagonisti di giornata per raggiungere il traguardo di Prati di Tivo.

Fasi di corsa della quarta tappa della Tirreno-Adriatico

Dopo i primi chilometri in terra umbro-laziale, in cui il gruppo ha lasciato un modesto margine ai fuggitivi, si entra nell’ultima parte di gara, dove si attende la vera battaglia. Un viale costeggiato da alberi segna l’entrata del gruppo nella provincia de L’Aquila. Da lontano le montagne si impongono prepotenti su un panorama mozzafiato. Fragorosi applausi accolgono gli uomini di testa quando attraversano, con ben otto minuti di anticipo, la frazione di Madonna della Strada. Un signore anziano saluta il gruppo, in segno di rispetto e passione verso uno sport che attraversa non solo l’Italia, ma anche i cuori di chi da sempre lo segue e lega a lui ricordi e momenti importanti di condivisione con le persone care.

Bianco, rosso, nero e giallo, sono questi i colori delle maglie che occupano le prime posizioni del gruppo dei migliori e che lo guidano verso la prima salita di giornata.

Un rivolo di acqua bagna la careggiata stradale. La neve a bordo strada, segno di un inverno che non vuole finire, incontra il calore del sole, dando avvio così ad un tipico disgelo primaverile. Con un’andatura regolare il plotone affronta la prima asperità di giornata. Davanti, con cambi regolari, i tre fuggitivi stringono i denti, sperando di mantenere il più possibile il margine conquistato sin dai primi chilometri di corsa.

Il plotone procede regolare verso il traguardo di Prati di Tivo.

Il sole riscalda le schiene dei corridori che si apprestano ad entrare nella provincia di Teramo dove il panorama non cambia e le distese di boschi ancora privi del loro colore naturale regalano un’immagine ancora più suggestiva della tappa.

Poco più di 14 chilometri alla conclusione, svolta a destra e subito inizia l’ascesa conclusiva di giornata. La velocità è alta e le ruote veloci sono costrette a cambiare rapporto, fare gruppetto e salire del proprio passo.

Il gruppo si sbriciola, è la Ineos a tirare e ad imprimere una forte andatura. Davanti non ci stanno ad arrendersi e provano a reagire. Dal plotone parte Giulio Ciccone. Queste strade le conosce bene, sono quelle che scalava da bambino. Un’azione, la sua, che sa di rivincita. Dopo un 2020 da dimenticare con orgoglio e determinazione prova a lasciare il segno sulle strade di casa. La salita è lunga però e dietro il gruppo sale del passo imposto da Filippo Ganna. L’unico fuggitivo rimasto in testa passa sotto lo striscione dei 10 chilometri. Il distacco è ancora cospicuo. La grafica dice che sono tre i minuti che separano i due gruppi.

Quando mancano più di 8 chilometri alla conclusione Egan Bernal prova a smuovere la corsa seguito subito da Tadej Pogačar. Da dietro provano a reagire e a tenere il passo dei due, ma non è semplice.

L'attacco di Egan Bernal ad 8 chilometri dalla conclusione. Dietro Tadej Pogačar si lancia all'inseguimento.

Si forma un gruppo di appena quindici unità. Ci si guarda e ci si studia. Fare la differenza non è facile, ma qualcuno ci prova. Il distacco si riduce vertiginosamente. Sono solo cinquanta i secondi che separano il gruppo dal fuggitivo di giornata che prova a resistere, andando anche a conquistare i due punti del GPM che li consentiranno di vestire la maglia verde al termine della tappa. Ai meno 6 chilometri, Tadej reagisce al precedente allungo di Geraint Thomas e si lancia alla rincorsa del protagonista di giornata.

La faccenda ora si complica per chi è rimasto dietro. Tadej parte e si immola da solo verso il traguardo. Il Piccolo Principe colpisce ancora, dimostrando di essere tra i migliori scalatori sul panorama ciclistico moderno. Da dietro continuano a provarci. Scatti e contro scatti impensieriscono Tadej che potrebbe essere raggiunto da un terzetto di tutto rispetto. Ma nulla da fare, è ancora tutto da riscrivere. Provano a partire in tanti, ma in pochi riescono a fare la differenza. Solo Simon Yates sembra riuscire a riportarsi sulla testa della corsa.

A questo punto sono solo dieci i secondi che li separano. Un gruppo di tutto prestigio insegue con un Van Aert che sta tentando con tutto sé stesso di difendere la maglia azzurra. Tadej cerca di resistere, sente il fiato sul collo di un Simon che sta provando a rimontare. Manca un chilometro alla conclusione di questa meravigliosa tappa. Yates si avvicina pericolosamente. Da dietro cercano di dare un’ultima sgasata. 200 metri, poi 150, poi 100, infine 50.

Tadej Pogačar è il nuovo leader della Tirreno-Adriatico.

Il Piccolo Principe si trasforma nel Principe Azzurro vincendo all’ombra del gigante d’Abruzzo: il Gran Sasso. Resiste agli attacchi e va a vestire la maglia azzurra di leader della classifica generale.

*(Immagini prese dal profilo Twitter @TirrenAdriatico)

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