Oltre il traguardo: Il re dei due mari

Lido di Fermo, 15 marzo 2021

Il bianco e l’azzurro dominano tra i vicoletti di Castelraimondo, sede di partenza della tappa odierna, quasi a voler omaggiare uno dei colori che primeggia in questa Tirreno-Adriatico così memorabile per tutto quello che ci ha raccontato nei suoi primi 5 atti. Sono pochi i tifosi che accolgono i protagonisti mentre sfilano per lo svolgimento delle classiche operazioni preliminari di partenza. Pronti, via e si parte. A 100 chilometri dalla conclusione una fuga di sei uomini prende il largo, riuscendo ad accumulare sei minuti di anticipo sui più diretti inseguitori.

I fuggitivi di giornata

Il territorio marchigiano è il vero protagonista di questa tappa, con il piccolo borgo di Montegranaro che posto su di una collina veglia il passaggio della carovana. Tutt’intorno il verde è il colore predominante e da lontano il profilo del mar Adriatico ruba la scena persino ad una corsa che prova in tutti i modi ad entrare nel vivo. Perché le aspettative, oggi, sono tante e gli sprinter sono chiamati ad eguagliare e mantenere alto il livello di una corsa che è entrata nella storia, segnando per sempre l’era di un nuovo ciclismo. Un ciclismo di rara bellezza dove la perfezione lascia spazio al divertimento e l’esperienza all’ingenuità. Dove l’imprevedibilità diventa l’unica costante e la nuova generazione cambia le carte in tavola dimostrando a tutti che in questo sport non contano soltanto i numeri e le strategie ma sono le sensazioni e le emozioni a fare la grande differenza.

Il plotone nelle fasi di corsa

L’elicottero indugia su Lido di Fermo, la località che ospita l’arrivo. In riva all’Adriatico il vento soffia leggero ed uno splendido sole attende il sopraggiungere dei corridori.

Quando mancano poco più di 75 chilometri alla conclusione, il gruppo di testa passa per la prima volta sotto l’arco del traguardo con oltre cinque minuti di distacco. La giornata dura di ieri si fa sentire nelle gambe dei protagonisti e rincorrere diventa difficile. Il plotone non molla e sgranocchia pochi, ma preziosi, secondi. Il cronometro, però, emette la sua sentenza e ai meno 34 chilometri il distacco si riduce ad appena tre minuti. Le solite squadre si portano al comando, provano il tutto per tutto per ricucire il margine e permettere al proprio velocista di disputare la volata finale.

Il gruppo alle prese con un'asperità di giornata.

Ma a 20 chilometri dal traguardo qualcosa cambia. La velocità diminuisce, il gruppo sembra rallentare e rialzarsi. Si accorge troppo tardi di non avere più la forza di riportarsi sui fuggitivi e alla fine alza bandiera bianca. Passa sotto lo striscione del traguardo quando ormai mancano due giri alla conclusione del circuito finale con un distacco ancora consistente che si aggira intorno ai 2 minuti e mezzo.

Ormai il terreno è poco per rimediare e così la vittoria di tappa è una lotta tra i cinque rimasti al comando. Si osservano, si studiano e quando mancano meno di 500 metri alla conclusione affrontano la chicane finale e si lanciano verso la linea del traguardo. È una sfida a quattro, poi a tre. Alla fine, è Mads Wurtz Schmidt a conquistare la sesta tappa della Tirreno-Adriatico. Dietro un gruppo lanciatissimo arriva ad oltre un minuto di ritardo.

Il vincitore di giornata, Schmidt, urla dopo aver tagliato per primo la linea del traguardo.

Le aspettative sono state disattese, i velocisti hanno perso l’occasione di imporsi su una tappa disegnata per loro e la corsa dei due mari dimostra di essere ancora una volta in balia dell’imprevedibilità.

*(Immagini prese dal profilo Twitter @TirrenAdriatico e @Dario_beli)

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