Oltre il traguardo: Il re dei due mari

San Benedetto del Tronto, 16 marzo 2021

Un cielo limpido e terso si specchia sul mare calmo e silenzioso. La brezza marina inebria l’aria e la stazione semi deserta è avvolta da un silenzio quasi spettrale. Poche persone passeggiano per strada e la musica è l’unica in grado di rompere la monotonia.
I due parcheggi adibiti all’allestimento del paddock rimandano una tavolozza dai colori vivaci e splendenti. Un flebile rumore di rulli inizia ad imporsi mentre San Benedetto del Tronto viene risvegliata dal suo torpore mattutino. I meccanici sono alle prese con le ultime operazioni da fare e i primi ciclisti vengono chiamati alla partenza seguendo la consueta tabella di marcia. Sarà l’ultimo in classifica generale ad inaugurare questa settima ed ultima tappa della corsa dei due mari che prevede la classica cronometro individuale sulla riviera delle palme.

Un ciclista alle prese con la crono individuale.

È tutto pronto alla partenza. Il giudice di gara, come di consueto, inizia il countdown dando così avvio a questa ultima tappa. Ad uno ad uno i ciclisti sono chiamati a percorrere 10 chilometri contro la strada, il vento e contro sé stessi. Le fragilità, i limiti e le insicurezze vengono messe a nudo e bisogna dimostrare di avere la forza e il coraggio di guardarsi dentro e tagliare il traguardo nel minor tempo possibile.  

Sono diversi i ciclisti che si susseguono sulla linea del traguardo, ma è solo quando il dorsale 123 termina la sua prova che la classifica parziale inizia a prendere forma. Il campione europeo, Stefan Küng, taglia il traguardo con un tempo di 11:12. Nel frattempo, Filippo Ganna, il protagonista più atteso a caccia della nona cronometro consecutiva, inizia la sua prova. Ma qualcosa non va nella sua pedalata. Dopo giorni duri e complicati, dove il freddo e la pioggia hanno condizionato molte fasi di corsa, la stanchezza può giocare brutti scherzi. Così il campione del mondo giunge al traguardo con 4 secondi in più rispetto al suo diretto avversario. Sembra ormai fatta per Küng che rilassato si gode questo momento in attesa di essere decretato ufficialmente vincitore di tappa. Ma sono ancora molti i ciclisti che devono scendere in campo anche se nessuno sembra riuscire ad eguagliarlo o superare il suo tempo. Sul percorso, gli ultimi protagonisti che occupano i vertici della classifica non lo impensieriscono. Eppure, qualcosa non va secondo i piani…

In una settimana memorabile ed indimenticabile, la corsa dei due mari consegna agli annali una delle edizioni più belle di sempre. Complice il percorso disegnato alla perfezione, i protagonisti non si tirano indietro e lo interpretano alla grande. In una bellissima volata iniziale Van Aert va subito a segno a Lido di Camaiore sorprendendo i velocisti e vestendo subito la prima maglia azzurra di questa edizione. Nella seconda tappa il numero del campione del mondo Julian Alaphilippe sorprende Mathieu Van der Poel e Wout Van Aert che si posizionano subito dietro di lui, dovendosi accontentare dei gradini più bassi del podio. Il giorno dopo è Mathieu a conquistare la tappa con una volata di prepotenza tanto cercata e voluta. E poi il giorno della verità, quello a Campi di Tivo, che cambia i vertici della classifica generale. Con la vittoria di tappa, infatti, Tadej Pogačar va a vestire la maglia azzurra di leader della classifica generale. La quinta tappa, la più emozionante di questa edizione, regala uno show indimenticabile con Van der Poel che sfidando il freddo e la pioggia battente va a prendersi, sfinito, la vittoria di tappa dopo essere stato all’avanscoperta da solo per oltre 50 chilometri. La tappa successiva è in balia dell’imprevedibilità: la fuga arriva al traguardo e Schmidt fa il colpaccio andando a tagliare a braccia alzate la linea del traguardo. L’ultima tappa regala ancora sorprese.

Wout Van Aert alle prese con la cronometro individuale.

Kung è seduto in attesa di essere decretato il vincitore della crono finale. Osserva lo schermo che rimanda le immagini della corsa convinto di aver fatto registrare un tempo ineguagliabile. Ma non è così. Wout Van Aert lo aveva detto, dopo Castelfidardo, di voler conquistare un’altra tappa prima della fine della corsa e alla fine ci riesce: vince l’ultima crono della Tirreno-Adriatico.

Nonostante una corsa emozionante ed avvincente che ha evidenziato come il cambio generazionale sia ormai avvenuto, regalandoci le vittorie e le prestazioni superlative di molti giovani campioni, il protagonista di questa corsa resta uno: Tadej Pogačar. Diventato il principe Azzurro strada facendo, nel corso di questa settimana, da Lido di Camaiore a San Benedetto del Tronto, conquista il tridente di Nettuno e viene incoronato re della corsa dei due mari.

Tadej Pogačar vince la 56° edizione della Tirreno-Adriatico.

Per saperne di più e scoprire la bellezza che ha caratterizzato questa corsa così emozionante non dimenticare di leggere gli articoli precedenti ↓

*(Immagini prese dal profilo Twitter @TirrenAdriatico e @Dario_beli)

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