Oltre il traguardo: Il Festival del ciclismo mondiale

Sanremo, 20 marzo 2021

«Sanremo è sempre un banco di prova emozionante, però è anche una grande opportunità» ha detto qualcuno riferendosi al Festival della musica italiana. Sono passate alcune settimane dalla fine della kermesse musicale della canzone italiana e la città ligure torna ad essere la grande protagonista alla vigilia della nuova stagione. La primavera, infatti, arriva con un giorno di anticipo sulle strade italiane dando ufficialmente avvio alla stagione delle Classiche, quelle per cui il cuore corre all’impazzata e il sonno, al sol pensiero, tarda ad arrivare. È il giorno che tanti appassionati aspettano e che molti corridori sognano di vivere: è il giorno della Classicissima di Primavera, la Milano-Sanremo.

Tutto è pronto in Piazza Castello. La zona rossa colora Milano di un nero malinconico. Il sole illumina la zona di partenza e il Castello Sforzesco si eleva alle spalle dei protagonisti in attesa di vederli sfilare lungo le vie di una città deserta, dove le uniche persone ad accompagnare il passaggio della corsa sono quelle affacciate alle finestre che provano a far sentire il loro calore anche da lassù.

La partenza della Milano-Sanremo in Piazza del Castello a Milano.

A trecento chilometri di distanza Sanremo inizia i preparativi e veste a festa le sue strade in attesa di quella che sarà la performance finale che decreterà il vincitore di questo Festival del ciclismo mondiale.

In un clima abbastanza rigido da far battere quasi i denti viene dato ufficialmente il via di questa edizione della Classicissima arrivata ormai alla sua 112° edizione. Il plotone invade le strade di Milano e si dirige compatto verso quel percorso ormai storico e così consueto da rendere la corsa quasi prevedibile. In telecronaca continuano a dire che questa Classica “è una corsa aperta, così facile eppure così difficile da vincere, in quanto aperta a mille soluzioni diverse”, così otto uomini provano ad accumulare un cospicuo distacco in modo da portar via la fuga, con la speranza che sia quella giusta, quella che potrebbe cambiare la loro vita per sempre. Ma dietro il gruppo vuole fare corsa dura, non vuole rischiare. I pronostici parlano chiaro: sono i tre supereroi, Mathieu Van der Poel, Julian Alaphilippe e Wout Van Aert a giocarsi la vittoria finale. Per tutti è una sfida a tre, in fondo non potrebbe essere diversamente, e così mettono i loro uomini in testa a tirare sin dai primi chilometri di gara.

Alcuni ciclisti nelle fasi di corsa della Milano-Sanremo.

La bandiera tricolore sventola sull’unica torre del Castello di Novi Ligure. Il vento inizia a soffiare sulla corsa e i ciclisti sono costretti ad alzare la guardia per contrastare possibili attacchi che potrebbero animare e complicare queste fasi di gara. Da lontano il canto del mare richiama i corridori ed evoca nelle loro menti l’immagine di un sogno che a breve potrebbe diventare realtà. Un connubio letale, quello del vento e del mare, che assorbe tutta l’energia vitale e costringe i corridori a mettersi al coperto per poter conservare quel briciolo di forza che potrebbe essere essenziale per la vittoria finale.

Le barche a vela volteggiano intorno alla perla della Liguria, l’Isola Gallinara, in una danza vorticosa che segue i movimenti ritmici del mare. Di fronte, il comune di Alberga accoglie il passaggio del plotone che sfila su di un ponte rosso che spicca sull’azzurro splendente del fiume Centa che scorre sotto le sue assi. Ai lati della strada una folla di spettatori accoglie festante il passaggio della corsa.

I corridori entrano in Liguria e pedalano in compagnia del mare.

Dove il mare si scontra con gli scogli, donando una colonna sonora inedita al passaggio dei corridori, la gara entra nel suo vivo. Il distacco, come di consueto, non raggiunge mai la doppia cifra e i pronostici sembrerebbero avverarsi. Ma il ciclismo è così imprevedibile e bastardo. Ti premia e ti punisce quando meno te lo aspetti. E non contano più i calcoli fatti a tavolino, quelli ripassati nel bus prima della partenza, quelli urlati nelle radioline a metà corsa. Le variabili sono infinite e solo quando tutto si incastra alla perfezione, quando il dio della fortuna è dalla tua parte e quello della meritocrazia decide di scommettere su di te, solo allora tutto assume un aspetto nuovo e il sogno e la speranza di farcela possono trasformarsi in realtà. Non contano più le gambe, i pronostici, la forza e la consapevolezza di essere il migliore. Un solo istante può cambiare le sorti della corsa e devi essere pronto a coglierlo, rispondere agli attacchi e rischiare, dando il tutto per tutto. Tergiversare non serve a nulla, devi scoprire le tue carte e lottare per arrivare fino alla fine perché solo uno può tagliare per primo la linea del traguardo, solo uno può entrare nella storia ed alzare le braccia al cielo sul traguardo di Via Roma. Ed oggi è la volta di Jasper Stuyven che va a scrivere il suo nome nell’albo d’oro della Classicissima di Primavera, dimostrando a tutti che nessuno è imbattibile.

Jasper Stuyven taglia per primo il traguardo della Milano-Sanremo.

«Preferisco andare all-in – dirà dopo l’arrivo – la maggior parte delle volte non è niente; a volte è tutto, e oggi è stato tutto».

E forse è proprio questo il bello del ciclismo. Il suo essere straordinariamente imprevedibile.

*(Foto di copertina: @Dario_beli; altre foto: @Dario_beli e @Milano_Sanremo)

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