3,2,1… CIAK! SI PARTE: dalla poltrona alla valigia

Ciao raga! Mi chiamo Alessandra, ho 25 anni e vivo a Carrara, la città famosa per il marmo bianco. Sono molto legata alla mia terra, alla famiglia e alle tradizioni per questo ho deciso di intraprendere un percorso di studi legato al turismo e agli eventi. 

Pignola, testarda e un po’ permalosa, ma anche determinata, creativa e socievole, sono famosa tra i miei amici per essere la pagliaccia del gruppo. Amante del trash e degli alpaca, mi piace esplorare posti che non ho mai visto e sperimentare nuove attività e usanze. Il canto e la musica in generale sono stati sempre una parte importante della mia vita, fin da piccola. Cresciuta ascoltando Aretha Franklin e Stevie Wonder, non potevo che appassionarmi al blues e al soul.

Da buona divoratrice seriale di tv shows e film, in questo viaggio vi porterò con me alla scoperta dei luoghi che sono diventati mete turistiche dopo aver ospitato set cinematografici. 

Perché limitarti a guardare un film quando potresti viverlo e andare alla scoperta dei luoghi che l’hanno reso indimenticabile e magico? Da turismo di nicchia, praticato da pochissimi amanti del genere, è diventato la tendenza del momento e lo si può quasi definire un turismo di massa. Ma che nome ha questo fenomeno e quali sono le peculiarità che lo caratterizzano? Vediamolo insieme.

Questo fenomeno prende il nome di cineturismo ed è conosciuto anche come movie tourism per gli amanti dell’inglese. Nasce dal bisogno di visitare i luoghi che abbiamo visto in un film, in una serie tv o in una pubblicità e che ci hanno colpito particolarmente. Il termine ‘cineturismo’ viene coniato durante la prima edizione dell’Ischia Film Festival – Location International Film Festival – nel 2003, quando, in quel contesto, viene realizzato un convegno dal titolo “Quando i film trainano il turismo”. 

È proprio in quel periodo che inizia l’evolversi di questo movimento turistico che apre una nuova strada alle destinazioni, contribuendo a far conoscere a rafforzare l’immagine del territorio in un’operazione spontanea di marketing territoriale. Infatti, il festival si pone proprio come tramite tra gli enti territoriali e le case di produzioni filmiche, stimolando e ricercando sempre di più un rapporto che possa portare benefici economici sia al territorio che alle production companies. Succede spesso che queste ultime rinuncino ad un territorio per l’eccessiva burocrazia necessaria per la richiesta della location: ecco perché è importante la presenza di un ente comunale, provinciale o anche regionale che si occupi di questo aspetto. 

Ischia Film Festival
Immagine simbolo dell’Ischia Film Festival, che ritrae sullo sfondo il Castello Aragonese,
landmark dell’isola
(Fonte: Ischia Film Festival)

È con questi presupposti che nascono le Film Commission, organizzazioni sostenute da enti pubblici che hanno lo scopo di attrarre produzioni cinematografiche e audiovisive nella propria area di riferimento, dando loro aiuto e assistenza a titolo gratuito. Il loro obiettivo è quello di promuovere le località attraverso la valorizzazione delle caratteristiche geografiche e artistiche del territorio, attraverso la facilitazione delle pratiche burocratiche e fiscali.  Il ruolo che queste ricoprono è, infatti, quello di mettere in contatto due realtà, cinema e turismo. Le prime Film Commission vengono istituite negli Stati Uniti negli anni ’40 e a seguire si diffondono in Australia, Canada e Europa. Nascono dalla necessità di dare autenticità alla pellicola, attribuendo un’identità ai luoghi dove si svolgevano le vicende raccontate nella trama. Di conseguenza città e province dovettero prepararsi e attrezzarsi, predisponendo coordinatori in loco in grado di gestire i servizi legati al cinema. In Italia, la prima Film Commission viene creata solo nel 1997, in Emilia Romagna e, successivamente, nel 1999 nel Lazio. Dopo il loro sviluppo su gran parte dell’area nazionale, nel 2004 i vari enti regionali si riuniscono sotto un’unica associazione che prende il nome di Italian Film Commission.

Ma torniamo a noi e cerchiamo di capire cosa spinge le persone (probabilmente anche noi stessi) a voler praticare questa nuova tendenza turistica.

Per poterlo comprendere dobbiamo tornare circa un secolo indietro, quando non esistevano film, cinema o pubblicità, ma nel tempo libero si leggevano libri e sceneggiature. In quel periodo, infatti, solo pochi benestanti potevano realmente esplorare il Mondo che avevano incontrato nelle loro letture, mentre la maggior parte della popolazione doveva accontentarsi di volare con la fantasia a partire dalle figure e dai disegni che aveva a disposizione.Questa era una pratica molto comune, tanto che ne sorse una definizione: il “viaggiatore attraverso immagini” ovvero l’iconauta è colui che riesce a viaggiare con lo sguardo e con la mente verso destinazioni, solamente osservando un’illustrazione o fotografia e traendone soddisfazione. 

Questa figura ebbe poi un upgrade, grazie ai primi cortometraggi e al cinema: non più semplici immagini statiche ma vere e proprie sequenze in movimento. Ecco che nasce il cinenauta.Questa nuova figura è facilmente identificabile con lo spettatore medio che decide di andare a vedere un film, per un qualsiasi motivo, trovando inaspettatamente il paesaggio e la scenografia come elementi rilevanti della produzione cinematografica, tanto da colpirlo particolarmente dal punto di vista emotivo, e da suscitare in lui ricordi e sensazioni. Il cinenauta non è catturato dalla storia e non si identifica nemmeno con i personaggi, semplicemente vorrebbe essere al loro posto perchè si trovano in un luogo che trova estremamente interessante.

Il passo successivo sarà progettare un itinerario nei luoghi principali di una produzione cinematografica o di scegliere una destinazione in quanto location della sua fiction preferita. Questo lo trasforma nuovamente: da cinenauta a cineturista

«La tv e il cinema hanno influenzato terribilmente il turismo non solo per i posti che hanno spinto a visitare, ma anche per tutte quelle mete che ci esimono dal visitare.  

Esercitano così un’influenza indiretta ma forte su come si configura la meta turistica facendo uscire dalle guide alcune “attrattive” e quindi includendo (o creandone) altre»

afferma D’Eramo nel suo libro “Il selfie del mondo”. 

È proprio da questo desiderio assoluto di voler approfondire la propria conoscenza di luoghi e paesaggi visti  attraverso uno schermo che nasce il cineturismo.

Non parliamo solo di film o serie tv, infatti esso comprende anche il turismo legato a città sedi di festival o studios, parchi a tema cinematografico, musei del cinema, come, per esempio, il famosissimo Museo del Cinema di Torino, che ha sede all’interno della Mole Antonelliana.

Mole Antonelliana - Riesci a riconoscere i film proiettati?
La Mole Antonelliana come schermo per omaggiare il cinema
(Fonte: Wondernet Magazine)

Sono considerate mete cineturistiche anche le abitazioni o altri luoghi rappresentativi delle star, come ad esempio il cimitero di Père-Lachaise di Parigi, dove sono sepolti numerosi personaggi celebri, o la famosissima Walk of Fame di Hollywood.

Questa tipologia di turismo sta crescendo esponenzialmente e ha numeri importanti. I dati parlano chiaro: oltre il 31% dei turisti internazionali ha scelto almeno una volta una meta protagonista di un film, una serie o qualsiasi altro prodotto del piccolo o grande schermo per i propri viaggi. Da un’indagine di Federturismo, si tratterebbe di 100 milioni di persone che ogni anno scelgono una destinazione in quanto location per provare a immedesimarsi nei propri beniamini televisivi, cinematografici, delle serie TV.

Durante questo nuovo percorso  vedremo più da vicino alcuni case histories di questo fenomeno, facendo un vero e proprio viaggio nel mondo: dalla Sicilia del commissario Montalbano, passando per l’Asia del cult  ‘The Beach’, fino all’Inghilterra fantasy di ‘Harry Potter’ e molto altro ancora.

Amanti del #cineturismo, non vi resta che rimanere collegati e, mi raccomando, non cambiate canale!!

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