Un amore di cui non puoi fare più a meno

Manuela ci racconta il suo amore per la bici tra sogni, passioni e speranze

Nata in Abruzzo una fredda giornata di marzo del 1991, cresciuta in un paesino molisano, sogna di laurearsi e lavorare nel modo della riabilitazione motoria. Ama lo sport in ogni sua forma, ma l’incontro con la bici da corsa le è stato fatale. Appassionata di montagna, natura e fotografia, attraverso il suo profilo Instagram racconta e mostra la sua vita sulle due ruote. Questa e molto altro è l’ex ciclista, ora amatore, Manuela De Iuliis.

Manuela al foglio firme del Giro Rosa.
  • Iniziamo con una domanda semplice e diretta: Chi è Manuela?

Manuela è una ragazza molisana di Rocchetta a Volturno. È una ex ciclista, ora amatore, appassionata di montagna, natura e fotografia.

  • Come e quando ti sei avvicinata al ciclismo? C’è qualcuno in particolare che ti ha portata a scoprire questo sport?

Mi sono avvicinata alle due ruote grazie a mio padre. Ho iniziato a pedalare in Mountain bike seguendo lui e poi altri amici della squadra del mio paese. Un giorno un amico mi prestò la sua bici da corsa: ancora ricordo le prime sensazioni di quella bellissima uscita e da lì mi innamorai. Ho sempre amato lo sport in tutte le sue forme, ma quel giorno capii definitivamente che il “mio” sport era il ciclismo!

  • Qual è il primo ricordo che hai legato alla bici in generale?

Il primo ricordo in assoluto è legato ad una piccola bici su cui ho iniziato a pedalare. Se chiudo gli occhi mi rivedo ancora lì, con quella piccola bicicletta rossa, appoggiata con un braccio al muretto davanti casa pronta per provare a pedalare sola e con la felicità nel cuore. Sono momenti che difficilmente si riescono a dimenticare.

Manuela sfoggia il suo sorriso alla partenza del Giro Rosa da Isernia.
  • Cos’è per te il ciclismo? Cosa rappresenta? E la bicicletta, invece?

Per me il ciclismo è tutto: gioia, dolori, libertà, fatica, soddisfazione, sofferenza…il ciclismo è come la vita: ti mette continuamente alla prova, con te stesso e con il resto che ti circonda! La bicicletta, invece, è il mezzo che ti permette di raggiungere tutto questo.

  • Qual è il ricordo più bello legato alla bici?

Di ricordi belli legati alla bici ne ho davvero tanti, ma sicuramente il più bello di tutti è quello legato all’ultima tappa del Giro Rosa. Ricordo che era luglio e l’arrivo era previsto a Torre del Greco. L’ultima fatica di quelle lunghe tappe fu la scalata del Vesuvio con l’arrivo sul lungomare.. durante la salita fui investita da un mix di emozioni e solo al traguardo mi resi finalmente conto di essere riuscita a realizzare un sogno: avevo portato a termine il Giro Rosa. Quel sogno che facevo ad occhi aperti qualche anno prima, dal divano di casa, mentre guardavo in tv le tappe del giro d’Italia femminile, era ormai diventato realtà!

  • È stato facile per te avvicinarti al mondo élite? Ti va di raccontarci il percorso che hai intrapreso per farlo?

Il mio non è stato un percorso come tutte le altre ragazze. Purtroppo ho scoperto il ciclismo tardi. Ho iniziato per gioco partecipando prima a delle gare di mtb, poi alle granfondo, dove ho portato a casa tante vittorie, tra cui il campionato italiano amatori. Ho avuto l’opportunità di conoscere diverse persone influenti nel mondo del ciclismo élite e così ho colto l’occasione per fare una “prova” con una squadra toscana. Per la stagione successiva il team Michela Fanini mi ha tesserata e ho fatto con loro il mio primo anno nella categoria Élite, a Lucca.

Manuela saluta il pubblico del Giro Rosa.
  • Qual è stato il sogno più grande che hai realizzato nel mondo élite?

Oltre al Giro Rosa ed altre gare importanti, semplicemente … ESSERCI! 😊

  • E quello, invece, che hai realizzato giù dalla bici?

Ammetto di essere una sognatrice ad occhi aperti. Non mi piace pormi dei limiti. Sono dell’opinione che quando un pensiero ci sfiora la mente dobbiamo provarci e darci la possibilità di poterlo realizzare. Giù dalla bici il più grande traguardo raggiunto è senza dubbio l’aver conseguito la Laurea triennale. Sono ancora tanti però i miei sogni e farò di tutto per riuscire a realizzarli.

Manuela il giorno della laurea
  • Hai dei rimpianti legati agli anni da pro?

Rimpianti no perché, come ho detto prima, il mio è stato un percorso del tutto diverso dal resto delle cicliste: dal mondo amatoriale sono passata direttamente al mondo élite, bruciando molte tappe che generalmente si affrontano. Anche se è stato difficile sono fiera di me per la determinazione e la volontà impiegate. Spesso, però, mi ritrovo a riflettere sulla mia vita e mi capita di sentirmi “indietro” rispetto ai ragazzi della mia età. Magari perché per correre in bici ho dovuto prendere una decisione importante: ho abbandonato l’università, poi ripresa successivamente, e mi sono trasferita in Toscana. Ho probabilmente “perso” del tempo prezioso, ma ad oggi non ho rimpianti perché so che l’unica cosa che mi ha reso davvero felice è stato correre.

  • Quali valori ti ha trasmesso il ciclismo? Ce n’è uno in particolare che applichi anche nella vita di tutti i giorni e che ti ha aiutata in questi anni?

Il ciclismo mi ha insegnato a non mollare. Come quando sei su una salita, stremato, e vorresti mettere piede a terra, ma alla fine non lo fai mai, così anche giù dalla bici. La vita, in fondo, è come una gara in cui i protagonisti siamo noi stessi e nonostante le mille difficoltà alla fine se non si molla, tutto si supera. Quando mi trovo davanti a qualsiasi difficoltà penso alla bicicletta e riesco a trovare quella forza che mi serve per superare tutto.

Manuela sotto il cartello di Passo Pordoi
  • L’essere una donna è stato un fattore discriminante?

Inutile negare che l’essere donna sia un fattore discriminante, ma questo purtroppo lo è in tutti i campi. Fino a pochi mesi fa le atlete non erano considerate alla pari dei loro colleghi ma, per fortuna, la recente riforma dello sport si pone l’obiettivo di garantire le stesse opportunità. È un traguardo molto importante per tutto il mondo dello sport femminile.

  • Credi che il ciclismo sia uno sport prettamente maschilista? Secondo te qualcosa sta cambiando? Cosa si potrebbe fare per dare più valore al ciclismo femminile e spingere magari più ragazze ad avvicinarsi a questo sport?

“La bicicletta è femmina!” 😊 e il ciclismo femminile, anche se con ancora delle difficoltà, soprattutto nel sud Italia, si sta divulgando molto. Questo divario tra nord e sud Italia, secondo me, è dovuto sia per la mancanza di “mezzi” che consentano di conoscere e praticare questo sport, sia per l’assenza di società sportive che si dedichino al settore giovanile.

  • Ho notato che ultimamente le tv stanno dando maggiore visibilità alle corse femminili, trasmettendole in diretta e non in differita come gli anni passati, facendo registrare anche ottimi ascolti. Secondo te, questo cambiamento può essere un ottimo punto di partenza per iniziare a rivoluzionare il movimento ciclistico?

Si, proprio così! Si sta dando sempre maggior spazio al mondo del ciclismo femminile ed è anche molto seguito. Secondo me, l’appassionato non fa molta distinzione tra il ciclismo maschile e femminile. E poi, diciamoci la verità, è molto affascinante vedere la grinta delle atlete in gruppo, che scattano, vanno in fuga, “attaccano” in salita, alzano le braccia al cielo sotto il traguardo e, soprattutto, soffrono proprio come i maschi! Quindi no, il ciclismo, per me, non è uno sport per soli maschi 😊

Manuela immersa nella natura insieme alla sua inseparabile bici.
  • È stato difficile praticare ciclismo e riuscire ad emergere in una regione piccola come la nostra?

Purtroppo, nella nostra regione, attualmente, non c’è molta attenzione al ciclismo giovanile, a differenza di qualche anno fa. Emergere in una regione come il Molise è difficile, bisogna essere disposti a trasferirsi già nella più tenera età.

  • Com’è la vita da ciclista in Molise?

Il Molise è un posto fantastico per pedalare. A favore dei ciclisti c’è sicuramente il fatto di potersi allenare su strade che sono quasi sempre deserte e di poter ammirare paesaggi bellissimi…dal mare alla montagna. Sicuramente oggi pedalo guardando con occhi diversi il paesaggio che mi circonda…prima, tra ripetute e “lavori” specifici, guardavo soprattutto i dati del mio ciclo-computer [ride]

  • E qual è il posto, qui in Molise, in cui, più di tutti, ti piace andare in bici? Il tuo posto preferito insomma…

Il posto che preferisco è il Valico di San Francesco, perché è legato al ricordo della mia prima uscita in bici da corsa. L’altro posto è il Valico del Macerone, anche questo legato non solo alle mie uscite, ma ancora prima al ricordo del passaggio del Giro d’Italia..ero piccolina.

Manuela con il Trofeo Senza Fine.
  • So che stai studiando per fare la differenza in questa regione grazie a questo sport. Ti va di raccontarmi il tuo percorso universitario e cosa stai facendo o vorresti fare nel tuo futuro?

Dopo il liceo socio psico pedagogico mi sono iscritta all’Università di Scienze e tecniche delle attività motorie e sportive di Chieti. Gli anni della triennale sono stati davvero duri e quando mi sono trasferita in Toscana per correre in bici, ho lasciato gli studi. Riprendere dopo qualche anno è stata davvero dura, ma era un percorso che non potevo lasciare in sospeso. Dopo la laurea, ad ottobre 2019, mi sono subito iscritta alla specialistica in scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate e ad oggi posso dire che è stata la scelta migliore che avessi potuto fare. Mancano pochi mesi alla Laurea e non vedo l’ora di chiudere un alto capitolo importante della mia vita per poter dare spazio a nuovi progetti. Mi piacerebbe molto lavorare nel modo della riabilitazione motoria, magari con soggetti anziani, oppure lavorare nelle scuole come insegnante di educazione motoria… aspetto qualche concorso e chissà, magari riuscirò a realizzare anche questo sogno.

  • Pratichi anche altri sport?

Si, diciamo che amo lo sport in generale. Oltre il ciclismo pratico nuoto, corsa e trekking in montagna.

  • A tal proposito, nel 2019 hai partecipato per la prima volta ad una gara di triathlon vincendola. Cosa ricordi di quella giornata? Pensavi di riuscire a vincere nonostante fossi alla tua prima partecipazione?

Ho un ricordo bellissimo di quella giornata. L’ansia era molta, anche perché era la mia prima gara di triathlon, ma ero avvantaggiata dal fatto che pioveva (la discesa è il mio forte anche sul bagnato) e dal fatto che ci fosse molta salita: solitamente le gare di triathlon prevedono percorsi “piatti”. Ricordo che durante gli ultimi km della frazione di corsa qualcuno mi disse che ero la prima tra le donne.. ovviamente non ci ho creduto finché non sono giunta al traguardo ed ho oltrepassato lo striscione su cui era scritto “prima donna”. Fu un’emozione unica soprattutto perché ero a casa mia!

Manuela vince il suo primo triathlon alla sua prima partecipazione.
  • Hai un portafortuna o un motto che ripeti spesso a te stessa?

Ho un tatuaggio di una bici sul polso e prima di ogni gara lo guardo pensando alle persone che amo e a tutti i sacrifici fatti. È un gesto che ormai mi viene automatico come a dire a me stessa “tranquilla, andrà tutto bene!”

  • Pregi e difetti di Manuela

Difetti tanti… pregi pure [ride] Sono molto, anzi troppo, sensibile. Spesso questa non è una cosa positiva, perché è come se ogni cosa, bella o brutta che sia, la sentissi il doppio. Spesso metto me stessa in secondo piano per far star bene le persone a cui voglio bene. Sono testarda e permalosa, altruista e delle volte anche solitaria. Mi piace stare con gli altri, ma spesso mi capita di sentire il bisogno di isolarmi ed avere dei momenti per me stessa e questa non la vedo come una cosa negativa. Altro difetto: penso troppo [ride]

Manuela davanti il lago di Castel San Vincenzo.
  • Cosa sogna oggi Manuela? E qual è la sua prossima meta?

Di sogni ne ho troppi, ma sono proprio questi che mi danno la forza di non arrendermi davanti alle difficoltà, anche quelle che mi mettono più paura. Dopo la laurea spero di trovare un lavoro stabile e magari un giorno riuscire a dedicare il mio tempo libero ai ragazzini che vorranno praticare questo sport. Per quanto riguarda la mia prossima meta: ad ottobre conseguo la laurea specialistica, mentre sotto il punto di vista sportivo la mia prossima meta sarà portare a termine, a settembre, l’Ironman 70.3 di Cervia.

  • Siamo ormai giunte alla fine di questa intervista e volevo chiederti: Cosa consiglieresti ad una ragazza che si sta approcciando o vorrebbe approcciarsi al mondo del ciclismo?

“Dai prova anche tu!”, questa frase la dico spesso a molte ragazze. Purtroppo, il ciclismo viene visto ancora come uno sport maschile, eppure non lo è affatto. Mi piacerebbe molto riuscire a coinvolgere altre ragazze e magari divulgare questo sport qui da me, ma non è per nulla facile. A chi invece si vuole approcciare al ciclismo dico di PROVARE, perché la bici ti fa stare bene fisicamente e mentalmente.. è come un amore di cui poi non puoi fare più a meno! 😊

Seguila su Instagram: @manueladeiuliis

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