💭 ~ New Orleans: Storia di una città resiliente

💭~ Categoria sostenibilità e storie

Ciao viaggiatori!
Sentiamo spesso parlare di rinascita, recupero, ripartenza, e chi più ne ha più ne metta.. Ma che significa davvero essere una città resiliente?

Questo termine, entrato a far parte del nostro vocabolario da non troppi anni ma utilizzato, ormai, all’ordine del giorno, contiene numerose sfaccettature. Innanzitutto, nella psicologia la parola «resilienza» è definita come la capacità di rialzarsi e di reagire in risposta a turbamenti, shock, difficoltà. Applicare questo concetto alle città, significa impegnarsi nella reattività e nell’implementazione di soluzioni efficaci a prevenire e limitare le difficoltà che potrebbero verificarsi, gestire e fronteggiare i rischi cui si va incontro. 

È evidente la necessità d’intervento: nell’ultimo articolo abbiamo visto che moltissime località costiere e isole sono a forte rischio sommersione causata dall’innalzamento del livello del mare, e che i problemi non si limitano a questo: eventi estremi come tempeste e uragani, siccità e molti altri si abbatteranno su di noi.

Essere una città resiliente, pertanto, significa pianificare e progettare, far evolvere il proprio sistema urbano nell’ottica di affrontare il cambiamento climatico e le sue conseguenze, ma soprattutto di farlo per il lungo periodo, cercando di conciliare le esigenze sociali con quelle economiche ed ambientali, facendo in modo che possano essere soddisfatte al meglio e che nel futuro non debbano risentire delle scelte fatte oggi. 

Per spiegarmi meglio, vi voglio raccontare la storia di una città che dalle proprie difficoltà ha saputo trarre vantaggio ed è diventata resiliente: New Orleans (Louisiana, USA). 

A seguito dell’uragano Katrina che nel 2005 mise in ginocchio la città, l’attenzione verso il cambiamento climatico e gli eventi estremi a cui esso può portare, aumentò notevolmente nella contea federale. Come forse tutti sappiamo, l’ultima settimana di agosto di quell’anno rivoluzionò e distrusse New Orleans: i venti che raggiunsero quasi 300 km/h causarono quasi 2.000 vittime, più di un milione di persone si diressero in altri luoghi generando la più grande diaspora del Paese, 250.000 abitazioni distrutte, più di un milione danneggiate, perdite economiche per più di 80 miliardi di dollari e danni psicologici nemmeno lontanamente quantificabili. Gran parte della responsabilità ricadde sulle amministrazioni locali e nazionali, che non avevano messo in atto le dovute misure di sicurezza e prevenzione necessarie, data la localizzazione geografica così rischiosa della città. 

  • New Orelans - Uragano Katrina - Disastro
  • New Orleans - Uragano Katrina - Disastro
  • New Orleans - Uragano Katrina - Disastro

Ma New Orleans si rialzò da quel disastro, e ne emerse più forte di prima. Qualche anno dopo si avviarono gli studi per il Piano The Greater New Orleans: l’obiettivo era quello di pianificare una strategia per la gestione sostenibile delle risorse idriche, in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini. La collaborazione transoceanica di architetti statunitensi ed europei diede vita al Piano Urbano della Gestione delle Acque, il primo nel suo genere in tutti gli Stati Uniti d’America. Il progetto trattava delle diverse problematiche legate alle inondazioni e alle alluvioni che caratterizzano il territorio della città. Alcuni degli elementi principali furono una “semplice” diga controllabile manualmente, la realizzazione di strade in grado di immagazzinare l’acqua in eccesso, la raccolta della stessa per poterla riutilizzare con finalità ricreativa (ad esempio come fontane e ruscelli); si è prevista anche la costruzione di una passeggiata sopraelevata, grande abbastanza da essere destinata alla circolazione delle biciclette.

La finalità di tale pianificazione è che New Orleans sia finalmente più protetta ed efficiente, ed al contempo sostenibile: questo aspetto non è mai mancato nelle fasi di progettazione e va a braccetto con il concetto di resilienza. Ad oggi, quasi la totalità degli abitanti si dicono fiduciosi nei riguardi del futuro della città.

Come disse lo stesso vice governatore della Louisiana, Landrieu, New Orleans «è passata da stare letteralmente sott’acqua ad essere una delle città che crescono più rapidamente negli Stati Uniti, con migliaia di nuovi posti di lavori, industrie, rilvalorizzazioni delle proprietà e protezione costiera che ridurrà il rischio degli uragani»

La città, o meglio la sua amministrazione, ha compreso che non era più possibile far finta di niente di fronte ad eventi di tale entità e che servivano interventi urgenti e all’altezza del rischio. Oltre a ciò, ha capito la necessità di creare una pianificazione in grado di convivere con l’ambiente e le caratteristiche territoriali circostanti, che riguardano prevalentemente l’acqua. Tutto ciò, in un’ottica di sostenibilità e di generazione di spazi urbani adatti alla convivialità, alla socialità ed al riavvicinamento con la natura. 

Torneremo a parlare di città resilienti e delle diverse storie che le hanno caratterizzate, ma per ora ti voglio stuzzicare: quale pensi che sia, in Italia, la città ad aggiudicarsi il premio di maggiore resilienza?

Non cercare la risposta su internet… aspetta uno dei prossimi articoli e ti racconterò tutto!

E come sempre #staytuned and #staysustainable

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