Giro d’Italia: Qui e adesso

Termoli, 14 maggio 2021

Imparare a godermi il presente qui e adesso cantano i Sottotono alla radio, mentre all’orizzonte le poche nuvole rimaste lasciano il posto a un sole timido e primaverile. Il risveglio della natura è iniziato e dal finestrino distese di boschi e prati in fiore rimandano il colore nitido di una stagione, che seppur in ritardo, regala sempre le stesse emozioni.

L’odore di salsedine riporta alla mente ricordi di un’infanzia ormai passata, che non dovrebbe abbandonarci mai. Alessandro De Marchi, qualche giorno fa, in maglia rosa, ha ricordato a tutti che bisogna credere nelle belle storie, come fanno i bambini. E oggi, a Termoli, tutti ci credono. Disposti lungo le strade del paese, bambini, curiosi e tifosi si contendono i posti migliori per assistere allo spettacolo che presto andrà in scena.

Il Castello Svevo e il profilo di Termoli

Sullo sfondo il profilo del Castello Svevo cattura inevitabilmente l’attenzione. Edificio difensivo più rappresentativo dell’intera costa molisana è il simbolo del pittoresco Borgo Antico che in occasione della festa degli innamorati si illumina di rosso.

Rosso, come il colore della maglietta di un ragazzo che avvolgendo tra le braccia la sua compagna, prova a proteggerla da una brezza che insistentemente disturba il sereno riposo del mare. I capelli si annodano, i pochi ombrelloni aperti svolazzano e una leggera nube di sabbia si alza all’orizzonte. Il repentino cambio del vento porta le onde a ribellarsi che con il loro rilassante sciabordio accompagnano i numerosi turisti che si perdono tra la suggestiva cittadella fortificata, caratterizzata da piazzette e vicoli unici. 

Le fragorose risate dei bambini invadono l’aria e attirano l’attenzione dei più curiosi che divertiti li vedono rincorrersi lungo la Rejecélle, una delle vie più strette d’Europa, con i suoi 41 centimetri di larghezza e i suoi 7,88 metri di lunghezza. La legenda narra che quando due gentiluomini si incontravano in questa stretta viuzza, dovevano stabilire chi, data l’impossibilità di girarsi, doveva indietreggiare e chi invece avanzare. Generalmente erano i ranghi a decidere ma, quando i due erano di pari lignaggio, spesso si arrivava ad un vero e proprio duello per stabilire chi avesse il diritto di passare per primo. Un po’ come i ciclisti che, in modo analogo, duellano a colpi di pedale sulle strade del Giro per decretare il fortunato e indiscusso vincitore di tappa.

I ciclisti sulle strade molisane

La voce dello speaker annuncia l’arrivo del gruppo in territorio molisano. Alcuni signori anziani, appoggiati alle transenne, scrutano con lo sguardo l’orizzonte e un sottile velo malinconico scende sul loro viso, accentuando le rughe che mettono in risalto lo scorrere lento e inesorabile del tempo. Parlano tra loro, ricordano i tempi passati e attendono con trepidazione il momento in cui nuovi ricordi si uniranno a quelli di un Giro passato, diverso, ma pur sempre lo stesso. 

I ciclisti lanciati verso la linea del traguardo

Il boato accoglie l’arrivo dei corridori e li accompagna lungo tutto l’ultimo chilometro. Il brusio delle biciclette inizia a farsi largo tra la folla. Le prime moto iniziano ad arrivare, l’auto di inizio gara taglia il traguardo e l’elicottero inizia a disegnare delle insolite traiettorie tra le nuvole per cercare di catturare ogni passaggio fondamentale della corsa.

Un caleidoscopio di colori affronta a tutta velocità l’ultima curva. Gli ultimi 300 metri sono un tripudio di emozioni. Un coro assordante rincorre il veloce procedere del gruppo verso il traguardo. Pochi metri, forse centimetri. Tutto sembra rallentare, i fiati rimangono sospesi e intorno solo silenzio che viene rotto dall’urlo di gioia di Caleb Ewan, che con grande forza e abilità taglia per primo la linea del traguardo.

Dal finestrino gli ultimi raggi di sole provano a resistere al nero della notte che incombe su di loro. Il paesaggio, ormai immerso nell’ombra, disegna figure fiabesche e pittoresche. Alla radio i Sottotono continuano ad intonare Imparare a godermi il presente qui e adesso.

Probabilmente un segno del destino.

*(Foto: @BettiniPhoto e @Giroditalia)

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