Giro d’Italia: Maggio d’infanzia

Milano, 30 maggio 2021

Batuffoli di cotone si inseguono allegramente nel cielo limpido di Milano. I turisti camminano tra le vie del centro, mentre i primi curiosi si apprestano a studiare e scegliere i posti migliori. Una lunga fila di transenne delimita l’area di arrivo e in Piazza Duomo gli addetti ai lavori si preparano a montare il palcoscenico che accoglierà il re indiscusso di questo Giro.

La maglia azzurra si appresta a raggiungere la rampa di lancio

Tutto è pronto alla partenza. Un via vai di bici e corridori si alternano sulla rampa di lancio. Il cronometro scandisce i secondi mentre un coro di voci accompagna i gesti decisi del direttore di gara che con la mano sinistra sillaba il tempo. Cinque, quattro, tre, due, uno, via.  

Il boato della folla, accorsa in strada per onorare ed incitare gli eroi di giornata, accompagna i ciclisti impegnati nella loro ultima vera prova. Con un ordine di partenza invertito, che vede l’ultimo in classifica aprire le danze, uno alla volta sfrecciano sulle strade lombarde.

Il campione del mondo a cronometro, Filippo Ganna, alle prese con la cronometro finale del Giro d'Italia

In posizione aerodinamica, rannicchiati sulle loro bici da crono, il respiro si fa più corto e il ritmo del cuore inizia ad accelerare. La pedalata è legnosa e la stanchezza inizia ad invadere ogni muscolo del corpo. La faccia è contratta in una smorfia di dolore. Le rughe, accentuate da questi giorni di fatiche e sofferenze, sono una cartina psicosomatica dell’anima. Le immagini a bordo strada corrono veloci mentre nella mente i ricordi prendono il sopravvento e vengono riprodotti in slow motion. Tutto diventa nitido, ogni colpo di pedale scandisce il ritmo dei chilometri percorsi che han portato fino a lì. Fino a quel momento preciso, dove tra ali di folla ci si immola verso l’ultima vera fatica di questo Giro. I chilometri si accorciano, la tensione diminuisce e i muscoli facciali si distendono in uno stanco, ma sincero, sorriso. Un altro Giro d’Italia è concluso e nel cuore la gioia e la soddisfazione per avercela fatta.

Un signore stringe tra le braccia un gonfiabile raffigurante Damiano Caruso
Foto di Bidon (@ciclismoliquido)

A bordo strada un tifoso stringe tra le braccia una sagoma, un po’ ristretta, di un Damiano Caruso in versione gonfiabile. «Mi sono entusiasmato con le sue imprese» dirà ai ragazzi di Bidon che han saputo trasformare questa Corsa Rosa in una favola moderna. Quella stessa favola che Damiano Caruso ha fatto diventare realtà.

Un caldo sole primaverile sta lentamente procedendo in direzione nord-ovest. La fiancata sinistra del Duomo accoglie e protegge dai raggi pomeridiani gli ultimi superstiti di una giornata che sembra non voler finire. Un sottile velo di malinconia invade l’aria. Una coppia si scambia un bacio furtivo, un bambino stringe tra le mani il suo giocattolo preferito, mentre qualche anima solitaria, attaccata alle transenne, attende il passaggio della maglia rosa.

Dalla parte opposta della Piazza, sotto la luce fioca di un gazebo bianco, un artigiano è a lavoro. Meticoloso e attento, con minuziosa cura e precisione, ha il compito delicato di incidere un nome nella storia. Egan Bernal, scriverà al termine della frazione odierna, mentre il colombiano si appresta a svoltare sull’ultimo rettilineo di giornata e ad alzare le braccia al cielo sotto lo striscione di arrivo.  

Il cielo è rosa sopra Milano. Le poche nuvole all’orizzonte riflettono l’ascesa del giorno che sta per volgere al suo tramonto. In Piazza Duomo i coriandoli danzano ancora sospinti dal vento e adagiandosi negli angoli più remoti e nascosti, restano in attesa di tornare a librarsi nel cielo. Un bambino li guarda, sorride e se ne va.

Che tappa c’è domani? Sarà il pensiero di tanti che hanno fatto di questa domanda una quotidiana abitudine. Domattina i tifosi di ciclismo si incontreranno per le strade e si riconosceranno; avranno la stessa aria malinconica e sognante. Si saluteranno con un cenno del capo e torneranno alle loro vite in attesa di ritornare presto a vivere il loro maggio d’infanzia. Perché chiunque segue il Giro, in quel mese, torna sempre un po’ bambino.

Se ti sei pers@ alcune delle tappe che ho seguito, puoi leggerle o rileggerle qui: Qui e adesso e Il filo rosso del destino

Nella pagina successiva, invece, puoi trovare una raccolta delle foto più significative di questa 104esima edizione della Corsa Rosa.

*(Foto di copertina: @Giroditalia; altre foto: @Giroditalia, @INEOSGrenadier, @BHRVictorious)

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